Di Lello si pente del delitto: non avrei dovuto farlo - Stamani in carcere ha reso dichiarazioni spontanee al procuratore Di Florio
 
Vasto   Cronaca 24/02

Di Lello si pente del delitto:
non avrei dovuto farlo

Stamani in carcere ha reso dichiarazioni spontanee al procuratore Di Florio

Carcere di Torre Sinello, gli avvocati di Di Lello: da destra Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni

Ha ammesso di aver ucciso Italo D'Elisa. E si è detto pentito per un gesto che non avrebbe dovuto compiere. Fabio Di Lello ha reso stamani dichiarazioni spontanee al procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio. 

Il 34enne ex calciatore ha confessato di aver commesso l'omicidio del ragazzo di 21 anni che, nell'incidente del primo luglio 2016, aveva causato la morte di sua moglie, Roberta Smargiassi, 34 anni, all'incrocio tra corso Mazzini e via Giulio Cesare.

Di Lello chiede di parlare - Sono entrati nel carcere di Torre Sinello gli avvocati di Fabio Di Lello. Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni hanno chiesto e ottenuto che il loro assistito venga ascoltato dal procuratore capo, Giampiero Di Florio e dalla pm Gabriella De Lucia, titolare dell'indagine sull'omicidio di Vasto.

E' in corso dalle 9 l'interrogatorio del 34enne ex calciatore arrestato il primo febbraio scorso per l'omicidio di Italo D'Elisa, il 21enne che, nell'incidente avvenuto il primo luglio 2016 all'incrocio tra corso Mazzini e via Giulio Cesare, passando col rosso aveva causato la morte di Roberta Smargiassi, la moglie di Di Lello. Sette mesi dopo, il marito di lei lo ha ucciso con tre colpi di pistola. 

Nell'udienza di convalida, che si era svolta nel giorno del funerale di Italo, Fabio si era avvalso della facoltà di non rispondere. "E' ancora troppo scosso, non è in grado di raccontare ai magistrati quanto accaduto", avevano detto i suoi legali.

Ora, a distanza di 24 giorni dall'arresto, Di Lello vuole fornire agli inquirenti la propria versione dei fatti. 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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