Pd, solo 10 iscritti nel primo giorno del tesseramento in ritardo - Lo scenario - La sede di Vasto, chiusa da 4 mesi, riapre in vista del congresso
 
 
 

Vasto   Politica 21/02

Pd, solo 10 iscritti nel primo
giorno del tesseramento in ritardo

Lo scenario - La sede di Vasto, chiusa da 4 mesi, riapre in vista del congresso

Sede del Pd di Vasto, 20 febbraio: da destra Luciano Lapenna e Angelo PollutriTessera numero uno: Angelo Bucciarelli. Tessera numero 2: Maria Amato. Ma, alla fine della prima serata, il bilancio sarà asfittico: solo 10 iscritti. Lento, come inizio, nel Pd di Vasto, che apre le iscrizioni nell'ultima settimana utile. In camera caritatis. Il 28 febbraio, infatti, scadono in tutta Italia i termini per il tesseramento.

Il circolo di Vasto, congelato dalle elezioni comunali del 19 giugno, commissariato e, di fatto, chiuso a chiave da quattro mesi, riapre nel pomeriggio di lunedì 20 febbraio, a otto giorni dalla deadline.

Sarà la primavera della conta, a tutti i livelli. Il congresso nazionale sarà preceduto dalle assemblee che eleggeranno i segretari regionali, provinciali e comunali. A Vasto l'attuale commissariamento deriva dalle dimissioni di Antonio Del Casale per incompatibilità tra le cariche di segretario e assessore. Ma agli inizi di marzo potrebbe lasciare anche la Giunta, visto che, da gennaio, ha trovato lavoro alle Poste di Verona. E' ancora indecifrabile la partita tra le due fazioni in lotta dalle primarie Menna-Amato di un anno fa.

La troika dei commissari (Silvio Paolucci, Marco Rapino e Chiara Zappalorto) ha deciso che la sede di piazza del Popolo sarà aperta, fino al 28 febbraio, tutti i giorni dalle 18 alle 20. A registrare e certificare le iscrizioni sono in tre: Roberta Nicoletti, Angelo Pollutri e Giovanni Della Gatta. Alle 19, nella sala riunioni, dietro la scrivania ci sono Pollutri e Luciano Lapenna, che sorride e indica Pollutri: "Non mi fare la foto vicino a lui, dopo tutte le male parole che ha scritto su di me". "Eh, ma abbiamo fatto pace", sostiene Pollutri. Lapenna non risponde. Sul lato corto della scrivania, Nicoletti consulta i documenti. Accanto a lei, in piedi, ci sono Nicola Della Gatta, segretario del sindaco Francesco Menna, e Gianni Cordisco.

Nell'esigua platea di sedie azzurre, è seduto in prima fila Ivo Menna. Cappotto rosso e solita vis polemica, annuncia che "mi sono iscritto. La mia è la tessera numero 4", scandisce l'ambientalista, ex consigliere comunale del Pci, ex segretario locale dei Verdi, ex candidato sindaco nel 2011 e zio del sindaco. A dire la verità, già nel novembre 2011 aveva provato a entrare nel Pd per candidarsi a segretario cittadino del partito, ma la commissione regionale di garanzia (allora composta da Ciancio, Ferrante e Pulsinelli) gli aveva sbarrato la strada. Stavolta, invece, porte aperte.

La distanza tra i due schieramenti interni è visibile anche fisicamente tra i 9 presenti in sede: Domenico Molino e Giorgio Bellafronte (entrambi appartenenti al gruppo che ha sostenuto Maria Amato alle primarie) siedono in fondo, sotto la copia del quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, anche se le loro tradizioni familiari sono democristiane e non comuniste o socialiste. Tuccio Giugliano, segretario provinciale dei Giovani dem, è sempre al telefono.

Sono le sette e un quarto, quando Giovanni Della Gatta sale a piedi da piazza del Popolo. Nei giorni in cui i nomi dei papabili vengono buttati come palline nelle roulette, lo storico militante del centrosinistra dice, con le solite semplicità e schiettezza, che il futuro segretario "deve essere uno che vuole farlo".

Il bilancio della prima serata è magro: solo 10 iscritti. Oggi a Roma si decide il destino del partito nazionale. Se sarà scissione, anche a Vasto ognuno deciderà da che parte stare. 

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di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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