Sul Fatto Quotidiano vignetta su Jessica: scoppia la polemica - Vittime della tragedia del Rigopiano, Menna: "Il giornale chieda scusa ai genitori"
 
Vasto   Politica 31/01

Sul Fatto Quotidiano vignetta
su Jessica: scoppia la polemica

Vittime della tragedia del Rigopiano, Menna: "Il giornale chieda scusa ai genitori"

La vignetta pubblicata da Il Fatto QuotidianoScoppia la polemica su una vignetta de Il Fatto Quotidiano che fa riferimento a Jessica Tinari, 24enne di Vasto morta, con altre 28 persone, tra cui il suo fidanzato, Marco Tanda, sotto le macerie dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto da una valanga il 18 gennaio scorso. Jessica era un'attivista del Pd e dei Giovani democratici. All'assemblea nazionale dem, il 28 gennaio a Rimini, il segretario, Matteo Renzi, l'ha citata nel suo discorso.

Nell'illustrazione, firmata da Mario Natangelo, compare l’ex premier, cui il vignettista attribuisce questa frase: "Abbiamo perso un voto. Forse gli altri 28 erano del movimento 5 stelle, ma chi può dirlo?".

Non si fa attendere la replica dei Giovani democratici: "Con Jessica non abbiamo perso un voto, ma un volto: una compagna che tutti i giorni dedicava un pezzetto della propria vita a un’idea. Tu potrai anche non condividerla, ma lei si impegnava più di molti altri per rendere la sua città, la sua regione e il suo paese, posti migliori. Nella tua vignetta non hai attaccato Renzi, ma hai ferito noi e la comunità della quale facciamo parte, perché hai toccato un nervo scoperto e a poche ore dal momento in cui abbiamo ricevuto la notizia. Ci hai ferito e va bene così, ma ricorda che non sempre il cinismo è sinonimo di acume, ma spesso nasconde la svalutazione di tutto".

Alle critiche risponde il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio: "Purtroppo nel Pd, come già per la vignetta di Mannelli sulla Boschi, ci sono troppi dirigenti che non capiscono le battute. Sarà nostra cura corredare le vignette con una nota a margine per spiegargliele da ora in poi".

Amato: "Vergogna" - "Indegno. Non c'è ironia o satira che tenga", scrive sul suo profilo Facebook Maria Amato, deputata del PD. "Svilire il dolore, non fermarsi davanti alla morte, non fermarsi di fronte al dolore di una famiglia, di un padre è una madre, di una intera comunità cittadina è indegno. Vergogna è un termine che non uso mai, ma è l'unico che trovo per non scadere nella volgarità".

Menna: "Chiedere scusa"- "La morte non ha colore", commenta sul suo profilo Facebook Francesco Menna, sindaco di Vasto. "Chi non sa rispettare la morte, non può rispettare la vita. C'è un limite che non va mai oltrepassato, oltre il quale ci si avventura nel triste malcostume dell'indecenza. Speculare sul dolore di una famiglia, di una comunità politica, di un'intera città, è un agire che non appartiene alla dignità umana. Questa non è satira: è una vergogna che va condannata e non c'è nessuna libertà di informazione che basti a difenderla. Chiedere scusa ai genitori di Jessica credo sia il minimo che si possa fare".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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