Raffaella, da Fraine al Kuwait: ravioli sulla tavola dello sceicco - Con piatti e dolci tipici ha stupito gli arabi: "Sogno di tornare in Abruzzo"
 
Fraine   Personaggi 15/01

Raffaella, da Fraine al Kuwait:
ravioli sulla tavola dello sceicco

Con piatti e dolci tipici ha stupito gli arabi: "Sogno di tornare in Abruzzo"

Raffaella Stampone (foto tratta da ilfattoquotidiano.it)In Kuwait ha portato dolci e piatti tipici italiani. I suoi ravioli sono diventati proverbiali. Una delizia per il palato dello sceicco. La chef si chiama Raffaella Stampone ed è di Fraine. E' il Fatto Quotidiano a scoprirla e a dedicarle un'intervista realizzata da Raffaele Nappi, una delle firme del giornale diretto da Marco Travaglio, nella rubrica Cervelli in fuga.

Trentadue anni, sposata e madre di tre figli, Raffaella è abituata a viaggiare: lavorava per una società svizzera e fu trasferita prima in Spagna, poi in Danimarca, quindi in Kuwait.

La sua passione è la pasticceria. Tutto è iniziato per caso: "La scuola internazionale dei miei figli mi chiese di fare delle lezioni di pasticceria italiana per i bambini”. Dolci tipici italiani, ma anche altre prelibatezze culinarie. Come i celebri ravioli, che "sono arrivati sulla tavola dello sceicco Al-Sabah – sorride – E dicono che abbia gradito”.

All'inizio è stata dura: “Appena arrivata non riuscivo ad integrarmi in una società molto chiusa, che non ti spalanca subito le porte come in Italia. Gli arabi sono diffidenti, ma allo stesso tempo possono rivelarsi gentili e amabili. Bisogna accettare i loro usi e costumi. Col tempo ho imparato a conoscere ed amare i kuwaitiani". 

Però “qui il buon made in Italy è apprezzato tantissimo: è vero, ultimamente ci sono stati parecchi sciacalli arrivati per aprire finti ristoranti italiani. Da qualche anno, però, gli arabi stanno cominciando a capire quali sono i prodotti di qualità: è una rivoluzione”.

Al Fatto Quotidiano, racconta che, in questo 2017, risiede in Oman. Ma il suo obiettivo è tornare in Italia nel giro di 5 anni. “Voglio tornare in Abruzzo e spostare lì il mio laboratorio, lavorando su commissione per il Middle East".

L'Italia è "il Paese più bello del mondo, potremmo vivere solo del patrimonio che abbiamo: purtroppo le cose non funzionano. Se fossi rimasta? Il mio lavoro sarebbe sottopagato, la mia laurea sarebbe carta straccia, sarei comandata da un raccomandato. Purtroppo la realtà è questa: i giovani in Italia non hanno futuro. E voglio tornare anche per cambiare le cose”.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

Commenti




 

 
 
 
 
 
 

Necrologi


    Chiudi
    Chiudi