San Francesco, lavoratori a rischio cassa integrazione - Sindacati contro il decreto regionale sui budget 2016-2017
 
 
 

18/10/2016 18/10

Sindacati contro il decreto regionale sui budget 2016-2017

San Francesco, lavoratori
a rischio cassa integrazione

Immagine di repertorio"La Regione taglia con il Decreto 108/2016 il Budget per il biennio 2016/2017, la Fondazione 'Padre Alberto Mileno' interrompe alcuni servizi essenziali, a rischio centinaia di posti di lavoro. Il tutto ha prodotto per la Fondazione e diverse altre strutture nella Regione Abruzzo una decurtazione del budget".

L'allarme arriva dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Daniele Leone, Venanzio Tilli, Donato Tricase e Camillo Di Felice, che spiegano: "Questa ulteriore limatura effettuata dal decreto Commissariale a firma del Commissario ad acta Luciano D’Alfonso in aggiunta all’annosa, ed ancora irrisolta, 'compartecipazione' getta nel panico le attività della fondazione e di altri centri che, in corso d’opera, pur avendo ricevuto assicurazioni che non avrebbero subito ulteriori decurtazioni, si vedono costretti a riprogrammare le attività a discapito dell'utenza e di tante professionalità".

Inoltre scatta il rischio cassa integrazione: "Le OO.SS Fp-Cgil, Cilsl-Fp e Uil-Fpl convocate in data 13 ottobre 2016 dall’amministrazione della Fondazione P.A.M. hanno ricevuto dalla stessa il documento riassuntivo del Budget realizzato al mese di ottobre 2016 con la previsione fino al 31 dicembre 2016; un documento che mette in evidenza i danni provocati dal nuovo taglio previsto dal decreto 108 e come questo vada ad incidere pesantemente sulle attività riabilitative residenziali, semiresidenziali e domiciliari. Inoltre l’amministrazione nell’incontro del 13 ottobre ha comunicato alle OO.SS. oltre alla chiusura di diverse sedi e servizi della stessa, la necessità di attivare la cassa integrazione in deroga a partire dal 1 novembre per tutti i lavoratori interessati".

A questo punto, i sindacati si sono attivati per chiedere un incontro urgente al Presidente D’Alfonso, all’Assessore Silvio Paolucci, al Direttore Generale dell’ASL Flacco al Direttore del Dipartimento per la Salute Angelo Muraglia e al Sindaco di Vasto Francesco Menna "per tentare di scongiurare il taglio di 500mila euro che andrebbe a penalizzare ulteriormente un territorio già colpito da altri provvedimenti, ad es. la chiusura delle Guardie Mediche. Se non riusciremo a trovare una soluzione equilibrata ed equa - avvisano i sindacati - le OO.SS. proclameranno lo stato di agitazione, fino a portare - Terapisti, Infermieri, Operatori, Educatori della Fondazione 'Padre Alberto Mileno' insieme agli utenti diversamente abili e alle loro famiglie, davanti all'emiciclo all'Aquila e all'assessorato alla Salute a Pescara. Se guardiamo il decreto 33 del 12 marzo 2015 ed il successivo decreto 49 del 23 maggio 2016 e l’ultimo decreto 108 del 28 settembre 2016 si evidenzia come alla Fondazione siano stati tagliati 1 milione di euro in un solo anno. Sono sostanzialmente queste le ragioni della nostra protesta, continuare a parlare solo di rigore, tagli e vincoli senza attuare concretamente le riforme annunciate, in termini di riconversione delle strutture sanitarie ex art. 26, rischia di complicare ulteriormente la già fragile condizione e situazione dei Centri di Riabilitazione, lasciando a casa centinaia di persone deboli, con conseguenze occupazionali drammatiche. Per questo, al fine di scongiurare il peggio, chiediamo al Presidente D'Alfonso l’annullamento del provvedimento riferito alle prestazioni ex art. 26 e di rendere possibile la programmazione già avviata nel biennio 2016/17 dalla Fondazione. L’invito al Presidente e all'assessore alla sanità rivolto dalle OO.SS è inoltre quello di considerare che le tantissime famiglie, sulle quali pesano quotidianamente gravi problemi sanitari e sociali, con questi tagli si vedranno costretti a tenere i propri cari a domicilio con gravi conseguenze sulla salute degli stessi. Vorremmo significare a chi usa questo tipo di bisturi che i pazienti dimessi da queste strutture, in larga parte, dovrebbero essere ricoverati in ospedale, in quanto non sono assistibili a casa, con costi aggiuntivi per tutta la comunità".

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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