L’accusa della Amato: "Management Asl della provincia è fiacco" - A San Salvo il dibattito sulla sanità
 
 
 

San Salvo   Politica 17/10/2016

L’accusa della Amato: "Management
Asl della provincia è fiacco"

A San Salvo il dibattito sulla sanità

Franco Caramanico e Maria Amato"Il management della Asl Lanciano-Chieti-Vasto è fiacco". L'accusa della deputata Maria Amato è ben indirizzata. L'occaisone è stata quella del dibattito sulla sanità del Vastese promosso dal caffè culturale Herzog book-bar di San Salvo venerdì scorso. Ospite della serata, oltre alla Amato, l'ex assessore della Regione Abruzzo, Franco Caramanico.

NON-CONOSCENZA DEL TERRITORIO - Le ultime scelte dell'azienda sanitaria parlano di tagli diffusi e concentrati nella provincia di Chieti. Gli effetti del piano di razionalizzazione non hanno tardato a farsi sentire nel Vastese. Qui sono state chiuse le guardie mediche di Celenza sul Trigno, Scerni e Cupello; sempre qui, è stato ridotto l'orario di apertura del punto di primo intervento di Gissi, provvedimento di recente sospeso dal Tar di Pescara [LEGGI].
Nel suo intervento Maria Amato ha spiegato come la razionalizzazione sia necessaria e frutto di scelte a livello nazionale sottolineando, però, il ruolo della direzione locale: "Il management della provincia di Chieti è fiacco. Le guardie mediche andavano ridotte, ma il management deve contestualizzare tali scelte sul territorio. Quello della provincia di Chieti e del Vastese è un territorio difficile. C'è un alto indice di invecchiamento e la viabilità è disastrata. Bisogna chiedersi: l'utente può raggiungere un'altra guardia medica in modo agevole?".
Secondo l'onorevole, queste valutazioni non sono state fatte dalla Asl, così come mancano valutazioni sui rischi nelle grande aree industriali della provincia: "La Asl non ha fatto nessuna valutazione sui rischi che ci sono nelle zone industriali della Val di Sangro e di San Salvo. Cosa accadrebbe se dovesse verificarsi un incidente chimico o simile?".
Infine, capitolo sala emodinamica: "È fondamentale perché dalla montagna si impiega troppo tempo per arrivare in strutture attrezzate. Magari non si muore, ma se ci si salva, si vive male perché i tessuti cardiaci muoiono a seconda del tempo passato". Poi, una battuta sul nuovo ospedale di Chieti: "È un progetto che non ha respiro regionale". Infine una buona notizia: "Finalmente c'è il bando di gara per i voli notturni dell'eliambulanza. Non si capisce perché finora gli elicotteri militari possono volare di notte e le eliambulanze no".

Caramanico, invece, ha ricostruito la storia della sanità in Abruzzo individuando nella giunta Pace l'inizio della fine che portò poi al commissariamento. L'ex assessore ha poi ricordato anche come il provvedimento di chiusura di alcuni ospedale (tra cui Gissi e Guardiagrele) sia a opera di Gianni Chiodi rimarcando, però, come D'Alfonso non abbia poi provveduto a sospenderne alcune.
Tra il pubblico presenti anche la consigliera vastese Anna Suriani, il coordinatore di Sel Abruzzo Tommaso Di Febo e l'ex sindaco di Celenza sul Trigno, Andrea Venosini che ha ricordato come "i cittadini dell'Alto Vastese spesso vengono messi davanti alla scelta tra due diritti ad esempio tra avere l'auto medica senza medico a bordo o la guardia medica. Nei piccoli comuni di montagna questi ultimi vengono visti come coloro che possono salvarti la vita".

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di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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