Wwf: "Airgun e sonar militari, gravi danni nel mare Adriatico" - Capodogli spiaggiati a Punta Penna
 
Vasto   Cronaca 13/09/2014

Wwf: "Airgun e sonar militari,
gravi danni nel mare Adriatico"

Capodogli spiaggiati a Punta Penna

Vasto, Il salvataggio dei capodogli spiaggiati a Punta Penna"E' un vero e proprio grido d'allarme, gravissimo in un bacino chiuso e di piccole dimensioni, che dovrebbe indurci a rivedere profondamente il nostro atteggiamento nei confronti del mare Adriatico". E' questo il primo commento del delegato regionale del Wwf, Luciano Di Tizio, dopo il clamoroso spiaggiamento di 7 capodogli sulla spiaggia di Punta Aderci a Vasto.

"Il nostro pensiero, anche se e' chiaramente da confermare - sottolinea Fabrizia Arduini, referente energia per il Wwf Abruzzo - va all'intensa attivita' di ricerca geosismica attraverso l'air-gun da parte delle compagnie petrolifere, attualmente utilizzato soprattutto sulle coste dell'altra sponda dell'Adriatico. L'air-gun e' una pratica che per l'intensita' di suono prodotto nel sottofondo marino diviene micidiale per i cetacei e non solo, come dimostra una ampia letteratura a riguardo. Anche i sonar militari, in particolare quelli a bassa frequenza, - ha aggiunto - hanno conseguenze devastanti per il mare e sono causa diretta di spiaggiamenti di massa e di emorragie per la risalita eccessivamente rapida degli animali spaventati da suoni mai sentiti in mare. Le ricerche petrolifere, al di la' del micidiale air-gun, provocano danni anche con altre attivita': nel sito di Maria Rita D'Orsogna si legge, ad esempio, che nel 2008 circa 100 balene si spiaggiarono e morirono lungo le coste del Madagascar in conseguenza, come venne acclarato da uno studio indipendente, di stimolazioni acustiche connesse appunto alla ricerca di giacimenti nel fondo marino. Basta progetti inerenti gli idrocarburi in mare Adriatico, basta fiumi che riversano quotidianamente veleni: facciamo appello alle forze politiche e a tutte le Regioni che si affacciano su questo mare perche' si attivino immediatamente per avviare la tutela, concretamente e non a chiacchiere, di un fragilissimo ecosistema, fonte di vita di moltissime specie viventi compresa la nostra."

"La politica dello sfruttamento selvaggio - ha concluso Luciano Di Tizio - non ci ha portato da nessuna parte. Le compagnie petrolifere promettono, a fronte delle loro perforazioni, vantaggi immediati per la collettivita' che non ci sono mai stati o che comunque non hanno compensato i danni ecologici ed economici per i territori coinvolti. Per costruire un domani ecocompatibile e che davvero ci possa portare fuori dalla attuale pesante crisi occorre guardare al futuro e non al passato. E le fonti energetiche fossili ormai sono soltanto un residuo del passato. Da sottolineare infine che quello di Punta Aderci e' il piu' grosso spiaggiamento di balene di tutto il Mediterraneo dalla fine 1800 ad oggi. E' inoltre importante evidenziare che l'eccezionale dispiegamento di esperti e di volontari ha portato quattro individui, uno dei quali aveva frammenti di una grossa rete infilata in bocca, a riprendere il mare aperto". (AGI)

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