Tappa a Marina Sveva per i velisti in navigazione nell’Adriatico - Ad accoglierli il presidente Italo Carfagnini e lo staff del porto
 
Vasto   Eventi 27/06/2014

Tappa a Marina Sveva per i velisti
in navigazione nell’Adriatico

Ad accoglierli il presidente Italo Carfagnini e lo staff del porto

Dal Buono e CarfagniniHanno fatto in tempo ad attraccare alla banchina del porto turistico Marina Sveva prima che il neverino, come lo chiamano nel gergo marinaresco del nord, arrivasse con vento, acqua e fulmini. Le otto imbarcazioni che partecipano al 26° Appuntamento in Adriatico hanno fatto tappa nella località turistica al confine tra Molise e Abruzzo, accolte dallo staff del porto turistico. Il tempo di ormeggiare saldamente le barche e poi il meritato riposo, vista la giornata iniziata al sorgere del sole, per coprire, rigorosamente a vela, le miglia tra Pescara e Marina di Montenero. Partiti da Rimini, "Sulla rotta della Magna Grecia" toccheranno 48 porti tra Italia, Grecia, Albania, Montenegro, Croazia e Slovenia, prima del rientro a Porto Garibaldi.

Il cielo minaccia burrasca ed allora Paolo Dal Buono, promotore dell’iniziativa, ne approfitta per una estemporanea conferenza stampa al riparo del tendalino della sua barca. “E’ nato tutto 26 anni fa, quando venne creato il porto turistico di Pescara. Allora ce n’erano pochi in Italia e l’intuizione della Camera di Commercio fu vincente, perché quel porto fu da modello per tante altre realtà”. Da allora l’evento, che è organizzato dal Raggruppamento Assonautiche e gode dell’appoggio di Adrion, il forum delle Camere di commercio dell’Adriatico e dello Ionio, è divenuto il modo da parte di chi fa della vela la sua grande passione per dare sostegno e appoggio a quelle realtà portuali in fase di lancio o di rilancio. “Dopo Pescara andammo a Porto San Giorgio, in cui c’era qualche difficoltà, per dare il nostro supporto – spiega Dal Buono-. Poi fu la volta di Gallipoli che in quegli anni, con le barche che c’erano, era quasi una meta di conquista per i naviganti. Pensate che i triestini che parteciparono a quell’appuntamento si autodefiniscono ancora oggi Gallipolini”. Nel corso degli anni è cresciuta la cultura nautica, sono cresciute le imbarcazioni, “passando dagli 8 metri di media ai 12-13 di oggi. Questo permette di effettuare percorsi prima inimmaginabili”. Nel giro dell’Adriatico iniziarono ad arrivare le tappe all’estero. “Prima Croazia e Montenegro. Dieci anni fa portammo la nautica in Albania, dove c’era un imprenditore italiano che aveva costruito un porto turistico nel golfo di Valona. Abbiamo scoperto un paese accogliente, con persone gentili”. L’impresa più importante è stata quella di raggiungere la Turchia. “Abbiamo fatto il giro della Grecia ionica, che oggi per noi è come una seconda casa, poi siamo passati attraverso il canale di Corinto”. E poi il periplo della Sicilia, partendo da Porto Garibaldi, e l'approdo a La Valletta, Malta.

Le barche ormeggiateIn questa edizione 2014 saranno due i mesi di navigazione, con gli equipaggi formati prevalentemente da mariti e mogli. “E guardate che a bordo si mangia anche molto bene!”, dice sorridendo uno degli armatori. “La nostra manifestazione è la dimostrazione che un diportista, con una buona formazione ma con un minimo equipaggio, può fare lunghi percorsi. Ci piace il mare, questo è il modo più ecologico di spostarsi. Da Rimini a Montenero ho consumato 30 litri di carburante – sottolinea Dal Buono – ma solo perché abbiamo trovato due giorni di vento contrario”.

Nel porto di Marina Sveva sono stati accolti da Italo Carfagnini, presidente e amministratore della società che ha portato a termine la realizzazione del bacino e delle strutture che vi sono attorno. “E’ un porto molto bello e accogliente – ha commentato Dal Buono, prima di donare a Carfagnini i simboli della manifestazione -, siamo già stati qui e torneremo sicuramente nei prossimi eventi”. L'arrivo dell'Appuntamento in Adriatico è il primo degli eventi che arriveranno a Marina Sveva. Carfagini, appassionato diportista da 30 anni, ha commentato: “Ci ho messo tutta la conoscenza che avevo per fare le cose per bene. Ora voglio riempire il porto con valide attività commerciali, il necessario perché ciò accada c’è tutto”.

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di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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